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STOP ALLA PLASTICA MONOUSO: CI SONO LE ALTERNATIVE

Il 21 Maggio 2019 il Consiglio europeo ha approvato la riforma per il divieto alla distribuzione di plastica monouso sul territorio degli stati membri.

Grazie a questa legge, le statistiche prevedono una diminuzione dei rifiuti plastici in mare del 70%.


Con le sua entrata in vigore nel 2021, gli obiettivi della comunità sono la raccolta del 90% delle bottiglie di plastica monouso ora presenti sul mercato e nelle nostre case, e la presenza di un minimo del 25% di bottiglie completamente riciclabili, il tutto entro il 2025 con un aumento al 30% per quanto riguarda la composizione delle bottiglie.


Il cambiamento radicale è oramai più che necessario, per meglio dire inevitabile. Saranno gli Stati membri UE e i singoli produttori a farsi carico dello sforzo più rilevante per mettere in atto questa rivoluzione dei consumi.

Lo Stato singolo dovrà favorire la produzione, il commercio e l’utilizzo di materiali alternativi alla plastica ove possibile e monitorare l’operato delle industrie esigendo il rispetto dei requisiti di progettazione ed etichettatura dei prodotti. Naturalmente, a fine del ciclo produttivo gli obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti saranno inaspriti a favore di una disciplinata tutela ambientale.


Tuttavia, sappiamo bene che l’impegno cittadino dev’essere altrettanto sincero e costante perché le condizioni attuali possano realmente ribaltarsi. Fin troppo a lungo siamo stati accecati della convenienza delle proposte plastiche nei nostri negozi e supermercati, ma è giunto il momento di rivolgerci alle alternative, e non sono poche.

Moltissime start up stanno oggi intraprendendo la via della rinnovabilità e del riciclo in un’ottica del tutto green per un futuro migliore, non solo dal punto di vista ambientale, bensì anche economico-sociale.

Tantissimi gli input per i nuovi biomateriali, dal seme di avocado al mais, dalla canapa ai funghi, tutti costituiti da fibre vegetali, completamente riciclabili e compatibili, e in molti casi anche edibili.





E IL LEGNO?


Il legno non manca di presenza, né di stupirci con la sua incredibile capacità di mutazione e adattamento.

Non solo è un’alternativa, da sempre presente, all’uso della plastica, ma si propone oggi anche come perfetta base di partenza per l’innovazione dei materiali.

Le fibre di legno, infatti, si prestano molto bene a diverse lavorazioni e impieghi.


L’azienda finlandese Paptic, nata nel 2015, produce oggi contenitori e shopper formati al 95% da fibre di legno, proponendo un prodotto valido, duraturo e ancor più solido.


Un altro esempio è fornito dalla KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, la quale sta lavorando alla realizzazione di un composto che possa essere adottato in sostituzione al vetro nel campo dell’edilizia: più resistente, meno pericoloso, più economico e senza silicio, un materiale all’85% di trasmittenza ottica per ora, ma proiettato verso un risultato finale di completa trasparenza.


Se non come ricercatori o inventori, resta sempre la possibilità nel nostro piccolo di adottare forchette e coltelli in bambù per i nostri picnic, sedie e tavoli in faggio o abete per i nostri arredi e tante altre responsabili scelte per i nostri oggetti quotidiani.




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